BANDO GARANZIA GIOVANI - NOTIFICA PER PUBBLICI PROCLAMI

Pubblicato il: 29/04/2015

In esecuzione del ordinanza n. 1001/2015 (Allegato 1) emessa in data 9/4/2015 dalla seconda sezione del T.A.R. Sicilia, sezione staccata di Catania, il C.I.A.P.I. provvede alla pubblicazione del seguente avviso, avente valore di notifica per pubblici proclami nei confronti di tutti i soggetti contro interessati.

Con ricorso (Allegato 2) iscritto al n. 206/2015 R.G. del T.A.R. Sicilia, sezione staccata di Catania, promosso nei confronti dell'Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali della Regione Siciliana, in persona dell’Assessore pro tempore, e del Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato (C.I.A.P.I.) della Regione Siciliana, in persona del legale rappresentante pro tempore, il sig. Serafino Barbaro, nato a Messina il 29/10/1977, con il patrocinio del Prof. Avv. Antonio Saitta ha chiesto l'annullamento dell'elenco dei soggetti convocati per la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro per l’attuazione delle misure offerte dalla c.d. “Garanzia Giovani”, pubblicato sul sito internet www.ciapiweb.it il 7 gennaio 2015, nella parte in cui il ricorrente non viene incluso, dichiarato idoneo nella graduatoria di merito pubblicata sul sito internet il 24 dicembre 2014, nonché, in via graduata, e ove necessario, in parte qua del bando di concorso pubblicato il 25 luglio 2014 nella parte in cui (art. 2, comma 1, lett. j, k, l) prescrive che i candidati siano in possesso di “requisiti professionali maturati e documentati nell’ambito di Politiche attive del lavoro … esperienza pluriennale maturata nell’ambito di servizi orientativi e/o politiche attive del lavoro … esperienza per un periodo non inferiore a due anni in materia di erogazione di politiche attive del lavoro”, e di ogni altro atto connesso, presupposto e/o conseguenziale.

Con ricorso per motivi aggiunti (Allegato 3), il predetto ricorrente ha impugnato, altresì, la graduatoria “non definitiva” pubblicata il 3 febbraio 2015 sul sito internet www.ciapiweb.it, relativa alla selezione pubblica, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo determinato di personale da impiegare per l’attuazione delle misure offerte dal programma denominato “Garanzia Giovani”; ove esistente e se diversa da quella che precede, della graduatoria relativa alla selezione pubblica, per titoli ed esami, giusto avviso in G.U.R.S. 30 gennaio 2015.

I motivi di ricorso possono essere riassuntivamente esposti nei seguenti termini:

1 – Violazione e falsa applicazione degli artt. 13 e 14, L.R. 6 marzo 1976, n. 24

Il ricorrente è iscritto dal 2001 all’Albo regionale degli operatori della formazione professionale, istituito ai sensi della L.R. n. 24/1976, e tale requisito dimostra, di per sé, che il Sig. Barbaro è in possesso di comprovata esperienza “in materia di erogazione di politiche attive del lavoro ”.

L’iscrizione a tale albo, pertanto, dimostra ipso facto il possesso di quei requisiti di qualificazione illegittimamente non riconosciuti in capo al ricorrente, che si è visto ingiustamente escluso dalla selezione dopo essere stato dichiarato idoneo e collocato utilmente nella graduatoria finale di merito.

2 – Violazione e falsa applicazione dell’art. 1, L. 21 dicembre 1978, n. 845 e dell’art. 2 del bando di concorso. Violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 6, L. 7 agosto 1990, n. 241.

Il Sig. Barbaro possiede tutti i requisiti di partecipazione richiesti dal bando (segnatamente quelli di cui all’art. 2, comma 1, lett. j, k ed l) ed è stato illegittimamente escluso dall’elenco dei soggetti convocati per la contrattualizzazione del rapporto di lavoro.

Il Sig. Barbaro, infatti, è stato assunto il 15 marzo 2001 alle dipendenze dell’Istituto per la formazione permanente “IAL Cisl Sicilia” con la qualifica di formatore ed ha svolto tale attività sino al 1 luglio 2012 (ossia, per oltre dieci anni). Poi, con decorrenza 1 luglio 2012, è transitato “dagli interventi formativi ai servizi formativi, con le mansioni di Analista Progettista”. Paradossalmente, con lo stesso CIAPI il ricorrente ha sottoscritto un apposito contratto individuale di lavoro (decorrenza 28 ottobre 2013-28 aprile 2014), venendo inquadrato nella qualifica di “addetto all’orientamento”.

Ecco, quindi, che si può tranquillamente affermare che il Sig. Barbaro ha “maturato esperienza per un periodo non inferiore a due anni in materia di erogazione di politiche attive del lavoro”, così come richiesto dalla lex concorsualis (art. 2, comma 1, lett. l).

La formazione professionale rientra a pieno titolo nel novero delle politiche attive del lavoro. Il bando richiedeva ai candidati un’esperienza “per un periodo non inferiore a due anni” in materia di erogazione di politiche attive del lavoro: il Sig. Barbaro possiede tale esperienza per un periodo superiore al decennio (ossia dal 2001).

3 - Violazione e falsa applicazione dell’art. 7, L. 7 agosto 1990, n. 241. Mancata comunicazione di avvio del procedimento.

L’Amministrazione era tenuta a dare comunicazione dell’avvio del procedimento “ ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti” (art. 7, L. n. 241/1990), ovvero ai candidati (tra cui il Sig. Barbaro) che si erano favorevolmente collocati nella graduatoria di merito e che, per effetto dei nuovi provvedimenti, è stato illegittimamente escluso dall’elenco dei soggetti convocati per la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro.

4 – Violazione e falsa applicazione degli artt. 13 e 14, L.R. 6 marzo 1976, n. 24.

L’iscrizione all’albo regionale degli operatori della formazione professionale, di per sé, attesta il possesso “dei requisiti professionali e didattici, adeguati alle finalità educative, organizzative e tecniche dei corsi” oltre che “ una documentata esperienza professionale per almeno cinque anni” nel settore della formazione professionale (art. 13, L.R. n. 24/1976), ragion per cui non potrebbe validamente sostenersi (come sembrerebbe aver fatto l’Amministrazione) che gli operatori della formazione – impiegati tanto nelle attività di docenza che presso gli sportelli formativi – non avrebbero maturato esperienza in materia di erogazione di politiche attive di lavoro.

La previsione del bando (e non prevista dalla legge) di cui all’art. 2, comma 1, lett. j, k, l, è davvero incomprensibile. Risulta essere un arbitrario ostacolo ed un limite, illogico, irrazionale e illegittimo, all’accesso al concorso.

I motivi aggiunti possono essere riassuntivamente esposti nei seguenti termini:

1 – Violazione e falsa applicazione dell’ art. 3 L. 7 agosto 1990, n. 241. Eccesso di potere per difetto di motivazione.

Con avviso pubblicato in G.U.R.S. 30 gennaio 2015, Serie speciale concorsi, il C.I.A.P.I. dava notizia della pubblicazione della graduatoria relativa alla selezione pubblica, per titoli ed esami, in data 30 gennaio 2015 nel sito del Ciapi di Priolo (www.ciapiweb.it). Accedendo al sito, si ha, invece, contezza di una graduatoria “non definitiva” pubblicata soltanto il 3 febbraio successivo, in cui, per la prima volta, il ricorrente risulta non idoneo “ per mancanza di uno o più requisiti”, senza alcuna ulteriore specificazione in ordine ai requisiti specificati dalla lex concorsualis.

Tale affermazione secondo cui il candidato sarebbe sfornito “di uno o più” requisiti di partecipazione è del tutto criptica e non consente di ricostruire a posteriori il percorso logico-argomentativo seguito dai Commissari nella formulazione del giudizio negativo. In parole semplici: è praticamente impossibile comprendere le ragioni dei giudizi di non idoneità.

Motivazione postuma (ed illegittima) dei provvedimenti impugnati con il ricorso ed i motivi aggiunti la si può ricavare dalle difese in giudizio del C.I.A.P.I., secondo cui l’esclusione comminata al ricorrente sarebbe legittima in quanto lo stesso non avrebbe maturato alcuna esperienza biennale in materia di “politiche attive del lavoro”.

Il mancato possesso dei requisiti di partecipazione indicati dalla lex concorsualis deriverebbe dal fatto che il Sig. Barbaro avrebbe svolto negli anni l’attività di “formatore” e non, invece, quella di “orientatore”, sicché non avrebbe potuto candidarsi per il profilo relativo alle “attività di supporto all’orientamento”.

Si tratta di argomento inammissibile ed infondato.

Nessuna norma del bando prevede quale requisito di ammissione al concorso, con riguardo alle “attività di Supporto per l’Orientamento” (profilo per il quale ha concorso il ricorrente), una pregressa esperienza di “orientatore”. Si tratta di requisito letteralmente “inventato” a posteriori dall’Ente nel tentativo di legittimare il proprio operato.

2 – Violazione e falsa applicazione degli artt. 13 e 14, L.R. 6 marzo 1976, n. 24.

Il ricorrente è iscritto dal 2001 all’Albo regionale degli operatori della formazione professionale, istituito ai sensi della L.R. n. 24/1976, e tale requisito dimostra, di per sé, che il Sig. Barbaro è in possesso di comprovata esperienza “in materia di erogazione di politiche attive del lavoro”.

3 – Violazione e falsa applicazione dell’art. 1, L. 21 dicembre 1978, n. 845 e dell’art. 2 del bando di concorso. Violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 6, L. 7 agosto 1990, n. 241.

Il Sig. Barbaro possiede tutti i requisiti di partecipazione richiesti dal bando (segnatamente quelli di cui all’art. 2, comma 1, lett. j, k ed l) ed è stato illegittimamente escluso dall’elenco dei soggetti convocati per la contrattualizzazione del rapporto di lavoro.

Il Sig. Barbaro, infatti, è stato assunto il 15 marzo 2001 alle dipendenze dell’Istituto per la formazione permanente “IAL Cisl Sicilia” con la qualifica di formatore ed ha svolto tale attitivà sino al 1 luglio 2012 (ossia, per oltre dieci anni). Poi, con decorrenza 1 luglio 2012, è transitato “dagli interventi formativi ai servizi formativi, con le mansioni di Analista Progettista”. Paradossalmente, con lo stesso CIAPI il ricorrente ha sottoscritto un apposito contratto individuale di lavoro (decorrenza 28 ottobre 2013-28 aprile 2014), venendo inquadrato nella qualifica di “addetto all’orientamento”.

Ecco, quindi, che si può tranquillamente affermare che il Sig. Barbaro ha “maturato esperienza per un periodo non inferiore a due anni in materia di erogazione di politiche attive del lavoro”, così come richiesto dalla lex concorsualis (art. 2, comma 1, lett. l).

4 - Violazione e falsa applicazione dell’art. 7, L. 7 agosto 1990, n. 241. Mancata comunicazione di avvio del procedimento.

Per completezza di difesa, occorre lamentare che l’Amministrazione era tenuta a dare comunicazione dell’avvio del procedimento “ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti” (art. 7, L. n. 241/1990), ovvero ai candidati (tra cui il Sig. Barbaro) che si erano favorevolmente collocati nella graduatoria di merito e che, per effetto dei nuovi provvedimenti, è stato illegittimamente escluso dall’elenco dei soggetti convocati per la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro.

5 – Violazione e falsa applicazione degli artt. 13 e 14, L.R. 6 marzo 1976, n. 24.

Qualora si volesse ipoteticamente considerare corretta l’interpretazione operata dalla Commissione che ha portato alla esclusione del ricorrente – come sembrerebbe – per mancanza dei requisiti di ammissione indicati dall’art. 2, comma 1, lett. j, k, l, del bando, sarebbe evidente il contrasto della lex concorsualis con le norme di legge sopra calendate, richiamate dallo stesso bando.

L’iscrizione all’albo regionale degli operatori della formazione professionale, di per sé, attesta il possesso “dei requisiti professionali e didattici, adeguati alle finalità educative, organizzative e tecniche dei corsi” oltre che “ una documentata esperienza professionale per almeno cinque anni” nel settore della formazione professionale (art. 13, L.R. n. 24/1976), ragion per cui non potrebbe validamente sostenersi (come sembrerebbe aver fatto l’Amministrazione) che gli operatori della formazione – impiegati tanto nelle attività di docenza che presso gli sportelli formativi – non avrebbero maturato esperienza in materia di erogazione di politiche attive di lavoro.

Si da atto e comunicazione che:

a) i soggetti controinteressati al ricorso promosso dal sig. Serafino Barbaro sono i candidati risultati idonei all’esito della selezione pubblica di cui al predetto bando, nominativamente indicati nella graduatoria relativa al profilo “Attività di supporto per l’orientamento” (Allegato 4);

b) la pubblicazione del presente avviso viene effettuata in esecuzione della citata ordinanza n. 1001/2015 resa in data 09/04/2015 dalla seconda sezione del T.A.R. Sicilia, sez. staccata di Catania, al fine di consentire ai predetti controinteressati di seguire lo svolgimento del processo consultando il sito www.giustizia-amministrativa.it attraverso le modalità rese note sul sito medesimo;

c) sino alla pubblicazione della sentenza definitiva di primo grado, tutta la documentazione inserita nel presente avviso e, in particolare, il ricorso, la presente ordinanza, l’elenco nominativo dei contro interessati, rimarrà consultabile sul sito istituzionale del C.I.A.P.I.

Si allegano i seguenti atti e documenti:

1) ordinanza n. 1001/2015 del 9/4/2015 T.A.R. Sicilia – sezione staccata di Catania;

2) ricorso iscritto al n. 206/2015 R.G. T.A.R. Sicilia – sezione staccata di Catania;

3) ricorso per motivi aggiunti;

4) graduatoria relativa all’area “Attività di supporto per l’orientamento”.

Priolo Gargallo (SR), 28 Aprile 2015

Il Presidente del C.I.A.P.I.

On. Prof. Egidio Ortisi